Edizione 2026 di ChiavarInCosplay: lezioni di stile

In realtà, la lezione di stile che l’edizione 2026 di ChiavarInCosplay vuole impartire è una sola: non esiste una divisa obbligatoria, non esiste una misura giusta per osare. Non esiste un manuale universale per decidere se quei colori sono eccessivi, se quello che indossi è troppo lungo o se le tue orecchie da elfo sono appropriate per una passeggiata in centro. Esiste il tuo stile: punto.

Dal 25 al 27 settembre 2026, ChiavarInCosplay porta questo messaggio a Chiavari con il claim Be your style, un invito che non fa esclusioni, non assegna gerarchie e non pretende di insegnare a nessuno come esprimersi, vivere le proprie passioni o raccontarsi. Fa esattamente il contrario: apre le porte, accende le luci e accoglie tutti con un “Prego, tocca a te”.

Lo stile non è un regolamento da rispettare: è una dichiarazione personale. Può avere lustrini, armature, parrucche colorate, sneakers, un libro sottobraccio o una spada laser. Può essere rumoroso oppure pacato, ricercatissimo o improvvisato con quel che c’era. L’importante è che parli di chi lo sceglie.

Il cosplay lo sa bene. Non è un modo per fuggire dalla realtà e non è negazione di ciò che non ci piace. È un linguaggio: permette di prendere la realtà, mescolarla all’immaginazione e restituirla con forme nuove. A volte buffe, a volte marziali, sempre personali.

Chiavari, da questo punto di vista, è una studentessa estremamente brillante. Città storicamente elegante, tra facciate in stile Liberty e giardini curatissimi, la chiave del Tigullio non ha bisogno di rinunciare alla propria identità per indossare il cosplay. Diventa un palcoscenico, una mappa di mondi possibili, una cornice perfetta per incontrare supereroi, creature fantastiche e appassionati provenienti da ogni dove.

Più che di stile, a ben vedere, potremmo parlare di una lezione di libertà espressiva. Lo mostra anche il manifesto ufficiale firmato da Paolo Barbieri, grande protagonista dell’edizione anche con una mostra personale a Palazzo Rocca. La sua immagine — dove un felino è travestito da drago cinese, una ragazza porta una maschera da gatto e un’altra figura veste i panni di un’ape, il tutto nel giardino di Palazzo Rocca — ricorda che la fantasia non ha bisogno di permessi: arriva, si accomoda, trasforma.

Il palinsesto di eventi 2026 sarà una vera prova pratica di stile. O, volendo cambiare metafora, una mano che si preannuncia davvero fortunata: un Poker d’Assi della cultura pop (Paolo Barbieri per l’illustrazione fantasy, Davide Soliani per il videogioco, Fabio Pochet per fumetto e character design, Giorgia Vecchini per cosplay, collezionismo e mondo nerd in generale); un Re, un Fante e un Cavaliere di fiori (Giorgio Vanni, Daniel Tek e Max Longhi) per far sbocciare la festa; una Regina di cuori e delle sigle (Cristina D’Avena). E poi fumetti, incontri, giochi, il nuovo festival del cinema Pop Screen Fest e i divertenti format C.F.C. come Giga Party o K-Pop Experience.

Lungo le vie del centro tornerà l’inconfondibile chilometro di Red Carpet dove, tra le altre cose, verranno assegnate le nomination per gli Oscar del Cosplay, successivamente annunciate e premiate sul grande palco di piazza Matteotti. 

ChaivarInCosplay è un festival fatto sì di appuntamenti, ma soprattutto di mani che realizzano un costume, di sconosciuti che condividono l’esperienza sotto un palco, di persone che attraversano la città pensando “Ecco: qui posso essere esattamente come mi pare”. Chiunque e comunque tu sia, ChiavarInCosplay ti aspetta a braccia aperte.